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26 novembre 2010

Sul licenziamento del dirigente dei servizi informatici del comune di Catania

Comunicato di Cittàinsieme

Catania, 24 novembre 2010

Dopo circa un mese dalla notizia del licenziamento del Dirigente dei Servizi Informatici del Comune di Catania, vogliamo riportarlo alla ribalta per evitare che il tutto cada nell’oblio.

A nostra memoria è la prima volta che un Dirigente Comunale sia stato licenziato «per giusta causa per slealtà, scorrettezza e per aver leso il rapporto di fiducia».

Non ricordiamo simili provvedimenti neanche nei confronti di altri Dirigenti inquisiti dalla Magistratura per gravi reati contro la cosa pubblica.

Dalla lettura dei giornali e dalle dichiarazioni delle opposizioni nel Consiglio Comunale del 3 Novembre u.s., emerge un preciso interrogativo:

Il provvedimento dipende da un oggettivo comportamento scorretto del Dirigente nei riguardi dell’Amministrazione o, invece, dalla scoperta, da parte del Dirigente, di comportamenti scorretti dell’Amministrazione nei riguardi della collettività in tema di Bilancio? Comportamenti che il Dirigente, pagando di persona, ha avuto il coraggio di denunciare?

Nel primo caso bene ha fatto l’Amministrazione e saranno i giudici ha ratificarne l’operato.

Nel secondo caso, tutto da verificare, il licenziamento sarebbe un fatto gravissimo di cui l’Amministrazione dovrebbe rendere conto.

Chiediamo pertanto con forza che questa vicenda si chiarisca al più presto in tutti i suoi aspetti.


info@cittainsieme.it


27 ottobre 2010

Catania, la partecipazione diretta arriva in Comune

Regolamento attuativo degli istituti di partecipazione popolare, il consiglio comunale approva all'unanimita'. Il comitato Noi Decidiamo: "dopo 15 anni, finalmente i catanesi potranno esercitare pienamente i loro diritti di cittadini".

Con grande orgoglio il Comitato Noi Decidiamo è felice di annunciare a tutti i cittadini catanesi che dopo quindici anni di attesa il regolamento attuativo degli istituti di partecipazione diretta dei cittadini previsti dallo Statuto è stato finalmente approvato dal Consiglio comunale.

*Con voto unanime*, l'Assise cittadina ha ieri sera espresso voto favorevole alla nostra proposta di regolamento presentata un anno e mezzo fa sotto forma di petizione e recepita poi da alcuni consiglieri comunali.

Nel 2007 un gruppo di cittadini si erano riuniti nel Comitato "Noi Decidiamo" con l'obiettivo di ottenere l'attuazione dei loro diritti (diritto di petizione, di istanza, di udienza, di consultazione popolare, di referendum consultivo/propositivo/abrogativo) e dopo più di tre anni di duro
lavoro finalmente il risultato è stato raggiunto.

Con viva commozione i membri del Comitato consegnano virtualmente questo regolamento attuativo ai loro concittadini, affinché possano usufruirne per fare pesare la loro opinione nella risoluzione dei problemi della città, per vivere attivamente le scelte che li riguardano, per realizzare finalmente un serio ed attivo contributo alla crescita civica di Catania.

La vera sfida inizia proprio adesso.

COMITATO NOI DECIDIAMO
Referente: Mirko Viola - Tel. 3406892762



30 agosto 2010

Per essere cristiani bisogna essere berlusconiani?

La lettera di Padre Salvatore Resca, viceparroco della Parrocchia S.S. Pietro e Paolo di Catania in merito alle recenti polemiche tra il settimanale "Famiglia Cristiana" ed alcuni politici italiani.

I vari "Bondi, Gasparri, Sacconi, Gelmini..." che si autodefiniscono "cattolici" hanno qualche volta letto il Concilio Vaticano II° (Gaudium et spes, n°43) dove, a chiare lettere, si dice che le scelte politiche dei credenti sono affidate allo spessore della loro fede, alla loro capacità di compiere scelte non ispirate da interessi, ma suggerite dal vangelo? Dove si dice ancora che è possibile e "legittimo" esprimere un "giudizio diverso sulla medesima questione" quando si tratta di valutazioni politiche, e non di verità di fede?

Cosa pensare di Buttiglione che vuole far rinascere l'unità politica dei cattolici o dei ciellini che, stupiti dalla critiche al cavaliere, paragonano Famiglia cristiana al "Fatto" o all'"Unità"?

Per essere veri cristiani, dobbiamo prima essere berlusconiani?

Oppure il sottoscritto, che domenica prossima celebrerà il sacramento del battesimo dovrà modificarne il rito, chiedendo ai padrini (non si può purtroppo chiederlo ai battezzandi) di credere, prima che in Dio, a Berlusconi?

Catania, 26 agosto 2010

Don Salvatore Resca

vice parroco ai Santi Pietro e Paolo

Catania


24 agosto 2010

No alla chiusura del carcere. Sì ad interventi strutturali

Cittàinsieme contro l'ennesimo sacco della città: no alla chiusura del carcere di piazza Lanza. Sì ad interventi strutturali. Le amministrazioni locali si occupino della pensilina antistante il carcere. Fleres si occupi oltre che delle matite colorate anche della salute dei detenuti.

A proposito dell'iniziativa "Ferragosto in carcere" che riteniamo quanto meno doverosa dato che i parlamentari devono occuparsi delle condizioni delle carceri del paese che rappresentano ed alla cui gestione dovrebbero contribuire al meglio, non possiamo non condividere le osservazioni dell'OSAPP, il sindacato di Polizia Penitenziaria, che avanza dubbi sul valore di tali visite occasionali, se a queste non seguono iniziative parlamentari volte a risolvere i reali problemi che affliggono i nostri penitenziari, ormai agli onori della cronaca solo per i frequenti suicidi e le morti sospette.

Anche le appariscenti iniziative dell'on. Fleres, il cd. "Garante dei diritti del detenuto", ci sembrano fumo negli occhi a fronte della cronica carenza di medicinali, di prodotti per l'igiene personale e delle condizioni delle celle.

Una delegazione di CittaInsieme ha visitato la Casa Circondariale di Piazza Lanza. Quello che ci hanno fatto vedere era abbastanza dignitoso; ma molti detenuti si lamentavano dello stato pessimo di altri settori del carcere che non ci hanno permesso di visitare. Ci auguriamo che almeno i parlamentari possano visitarli in modo da poterne poi rendere conto alla cittadinanza
nelle sedi istituzionali.

Noi, purtroppo, possiamo occuparci solo dell'evidenza. Pertanto sollecitiamo le Amministrazioni comunali e provinciali affinché facciano seguito ad una richiesta inoltrata tempo fa dalla direzione di Piazza Lanza per la sistemazione dell'area di attesa, nell'antistante piazza, destinata ai parenti in visita. Attualmente è solo una squallida pensilina con qualche panca; è urgente approntare dei servizi igienici, attrezzare un'area per i bambini, rendere più confortevole un posto dove spesso le attese si protraggono per ore.

Ci auguriamo che i parlamentari, dopo la visita e relativo articoletto sulla stampa, si adoperino presso le sedi istituzionali a fare adottare, nell'immediato, interventi intermedi (in attesa del Piano Carceri) atti ad alleviare la condizione carceraria, attualmente non degna di un paese che si ostina a dirsi civile.
Non ci meravigliamo invece del fatto che, oggi, deputati di maggioranza e di
opposizione sono concordi nell'auspicare la chiusura della struttura carceraria di Piazza Lanza: sappiamo bene infatti che qualora il progetto di demolizione del carcere andasse in porto, non ci sarebbe spazio per un'area di verde pubblico di cui la città ha estremo bisogno, ma soltanto per
l'ennesima speculazione edilizia.

Catania, 14 agosto 2010

CITTA'INSIEME
info@cittainsieme.it
www.cittainsieme.it


4 agosto 2010

Sulla rimozione della affissioni abusive

Catania, 2 agosto 2010

I Giovani di CittàInsieme non possono che esprimere apprezzamento per la ritrovata sensibilità da parte del Comune al dilagante ed ormai pluridecennale problema dell'abusivismo nell'ambito delle affissioni pubblicitarie (si veda La Sicilia del 30 luglio scorso).

Nel lontano 1991 la nostra associazione preparò un dossier con immagini e fotografie volte a documentare lo stato di degrado dei muri della città. A seguito delle nostre denunce fu arrestato un assessore che intascava un milione di lire per ogni cartellone pubblicitario affisso.

Recentemente, il nostro gruppo ha scelto di ripercorrere la stessa strada recandosi lo scorso 23 giugno in Viale Artale Alagona per rimuovere dai muri dell'Istituto Nautico strati di manifesti accumulatisi in tanti anni di attacchinaggio selvaggio. La nostra iniziativa ha ricevuto il plauso, tra i tanti, del dirigente scolastico dell'Istituto sopraccitato che da anni denunciava senza alcun riscontro l'uso improprio (per usare un eufemismo) della facciata dell'edificio.

Questa esperienza è stata l'occasione per riaccendere i riflettori su una piaga che sfugge stranamente all'attenzione dei più. Non è così difficile infatti incrociare enormi manifesti negli angoli meno opportuni ed improbabili della città.

Probabilmente è stata anche accolta da parte dell'Amministrazione la nostra richiesta di attribuire alla Multiservizi la competenza di rimuovere non soltanto gli impianti pubblicitari non autorizzati, ma anche i manifesti abusivi che deturpano i muri della città.

Tuttavia non vorremmo che questo provvedimento fosse animato da aspetti contingenti: dall'articolo de La Sicilia del 30 luglio scorso infatti si evince che l'attività di rimozione dei manifesti abusivi si concluderà nel mese di dicembre, diversamente invece da quanto previsto per la rimozione degli impianti pubblicitari non autorizzati la cui competenza è attribuita alla Multiservizi in forza di un contratto di servizio stipulato con il Comune di Catania.

Invitiamo il Sindaco ad insistere sul progetto di ripristino della legalità anche in altri ambiti della vita cittadina, rispetto ai quali l'Amministrazione finora ha saputo solo esprimere un imbarazzante silenzio.

http://www.cittainsieme.it/
29 luglio 2010

Sullo scandalo dei servizi sociali a Catania

Com'è nostra consuetudine abbiamo ritenuto opportuno, prima d'intervenire, ascoltare, leggere, conoscere. Ci riferiamo allo scandalo che riguarda l'amministrazione dei Servizi Sociali a Catania.

Quanto appreso ci lascia sgomenti ed indignati, ma non sorpresi. Abbiamo nel passato, anche recente, espresso perplessità sulla gestione a Catania dei servizi sociali e, per capire le cause delle disfunzioni, organizzato un'assemblea sul tema. In quella occasione l'ex assessore Zappalà, oggi inquisito, preferì non rispondere ad alcune domande poste dai tanti cittadini presenti.

Peraltro, non possiamo dimenticare che nel tempo ci sono stati "tanti gridi d'allarme" sui giornali locali: abbiamo trovato articoli degli anni 2004/2005/2006 che lo testimoniano, ma come è ormai consuetudine, in questa città si fa finta di niente. Silenzio.

Lo scandalo esploso ci lascia alquanto sconcertati: circa 70 tra indagati ed arrestati, appalti truccati, distribuzione di incarichi e prebende a più non posso. Una squallida vergogna, soprattutto perché colpisce e danneggia i ceti più bisognosi.

Politicamente avvertiamo con imbarazzo il silenzio che regna su questi fatti, tranne qualche sparuta presa di posizione. E, come se non bastasse, c'è anche chi, tra gli indagati, che tenta di sminuire l'importanza e la vergogna dei fatti (si veda a titolo di mero esempio La Sicilia del 21 c.m.). Ci indigna constatare come personaggi inquisiti debbano continuare a rappresentare le istituzioni e, anzi, avere ulteriori incarichi.

Il nostro appello è rivolto alla Magistratura, affinché faccia subito chiarezza. La questione morale - oltre che penale - in Italia come a Catania deve trovare massima attenzione da parte di tutti: Cittadini ed Istituzioni.

http://www.cittainsieme.it/
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